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	<title>coordinamento lotta per il lavoro &#187; VOLANTINI</title>
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		<title>-AFFINCHE&#8217; QUEL SANGUE NON SI CANCELLI! &#8211; (GENOVA 2001: VENT&#8217;ANNI DOPO)</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Jul 2021 17:54:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>coordinamento</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ -AFFINCHE&#8217; QUEL SANGUE NON SI CANCELLI!- (GENOVA 2001: VENT&#8217;ANNI DOPO) Sembra quasi una provocazione che, a distanza di vent&#8217;anni, i Potenti della Terra si ritrovino ad organizzare il G20 sull&#8217;ambiente proprio in Italia, a Napoli quando nella stessa distanza temporale, nel 2001 durante il Forum del WTO lo Stato metteva in scena le prove generali di ciò, successivamente nel luglio 2001 a Genova, ( ricadeva proprio in questi giorni ) quella che fu definita una “macelleria messicana” attraverso un accanimento repressivo, di violenta mattanza feroce da parte degli “esecutori del (dis)ordine pubblico” nella scuola Diaz, nella caserma Bolzaneto e durante le manifestazioni nelle piazze del capoluogo ligure, dove, in piazza Alimonda, sotto i colpi di pistola di un carabiniere, fu ucciso Carlo Giuliani, ragazzo di vent&#8217;anni. Sorvoliamo volentieri sulla cronistoria ed avvenimenti di quei giorni (sappiamo bene cosa è successo, cosa è stato fatto ) né vogliamo cadere nella logica celebrativa del “martirio” di un giovane, così da evitare ad associarci alla subdola retorica della divisione tra “buoni e cattivi” come in questi giorni e negli anni scorsi l&#8217;informazione mediatica sta tentando di infangare le giuste ragioni e legittime rivolte di chi era presente nelle piazze e deviando le vere colpe di chi fu mandante di quella strage, perchè di strage si trattò e non di singolari iniziative di qualche funzionario di polizia, né l&#8217;ingenuità di un militare in erba a causare la morte di Carlo. Il morto lo si voleva, lo si cercava, si aveva sete di sangue vivo e quel sangue non va cancellato! L&#8217; omicidio di Carlo Giuliani non deve essere memoria di un atto celebrativo ricorrente ma memoria di cosa è lo Stato attraverso i suoi apparati e sovrastrutture, quando si sente minacciato nel suo Potere, nei suoi interessi. La morte di Carlo deve farci ricordare e mai dimenticare la ferocia dello Stato, il quale è sempre pronto ad usare ogni mezzo necessario per ristabilire “ordine e disciplina” dimostrando la sua forza dominante anche attraverso l&#8217;omicidio, non risparmia prigionieri. Così come la morte di Carlo ci può riportare alla memoria dei giorni dell&#8217;uccisione di Giorgiana Masi durante una manifestazione per il diritto all&#8217;aborto, nel 1977 oppure, nello stesso anno, di Francesco Lorusso, studente di Bologna. Tanto per fare alcuni esempi ed analogie di esecutori e mandanti Così come il massacro nella scuola Diaz e nella caserma di Bolzaneto a Genova, come nella Raniero di Napoli (nel Marzo 2001 ) non può non riportarci al massacro ed alle torture commesse nei carceri italiani, durante le rivolte di marzo/aprile 2020 in piena crisi pandemica da Covid19, ai danni di detenuti e detenute. Anche lì, dove dove lo Stato ristabiliva “l&#8217; ordine” c&#8217;è sangue sui muri. Non si tratta, come vogliono farci credere tramite la narrazione tossica dell&#8217;informazione, di poche mele marce che inquinano il buon nome delle forze dell&#8217;ordine, se le mele sono marce allora le radici dell&#8217;albero sono malate. A Carlo Giuliani, qualche mese dopo la sua uccisione, fu intitolata la storica sede dei disoccupati organizzati/precari bros in via Cesare Rosaroll, come “Centro sociale – Carlo Giuliani “ ed in quell&#8217;occasione vide la presenza del padre di Carlo ( Giuliano Giuliani ), il quale portò il suo saluto ma soprattutto ne narrò la commozione (condivisa da tutti noi ) di ciò che avvenne a Carlo, attraverso la presentazione di un libro e flimati. Per quanto ci riguarda, la morte di Carlo, il massacro della Diaz non sia di celebrazione e di retorica commemorazione ma di rabbia, di rabbia viva come quel sangue in Piazza Alimonda, come le pareti della scuola Diaz, come i cancelli delle carceri italiane. CSO Carlo Giuliani]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"> -AFFINCHE&#8217; QUEL SANGUE NON SI CANCELLI!- (GENOVA 2001: VENT&#8217;ANNI DOPO)</p>
<p style="text-align: justify;">Sembra quasi una provocazione che, a distanza di vent&#8217;anni, i Potenti della Terra si ritrovino ad organizzare il G20 sull&#8217;ambiente proprio in Italia, a Napoli quando nella stessa distanza temporale, nel 2001 durante il Forum del WTO lo Stato metteva in scena le prove generali di ciò, successivamente nel luglio 2001 a Genova, ( ricadeva proprio in questi giorni ) quella che fu definita una “macelleria messicana” attraverso un accanimento repressivo, di violenta mattanza feroce da parte degli “esecutori del (dis)ordine pubblico” nella scuola Diaz, nella caserma Bolzaneto e durante le manifestazioni nelle piazze del capoluogo ligure, dove, in piazza Alimonda, sotto i colpi di pistola di un carabiniere, fu ucciso Carlo Giuliani, ragazzo di vent&#8217;anni.</p>
<p style="text-align: justify;">Sorvoliamo volentieri sulla cronistoria ed avvenimenti di quei giorni (sappiamo bene cosa è successo, cosa è stato fatto ) né vogliamo cadere nella logica celebrativa del “martirio” di un giovane, così da evitare ad associarci alla subdola retorica della divisione tra “buoni e cattivi” come in questi giorni e negli anni scorsi l&#8217;informazione mediatica sta tentando di infangare le giuste ragioni e legittime rivolte di chi era presente nelle piazze e deviando le vere colpe di chi fu mandante di quella strage, perchè di strage si trattò e non di singolari iniziative di qualche funzionario di polizia, né l&#8217;ingenuità di un militare in erba a causare la morte di Carlo. Il morto lo si voleva, lo si cercava, si aveva sete di sangue vivo e quel sangue non va cancellato!</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217; omicidio di Carlo Giuliani non deve essere memoria di un atto celebrativo ricorrente ma memoria di cosa è lo Stato attraverso i suoi apparati e sovrastrutture, quando si sente minacciato nel suo Potere, nei suoi interessi. La morte di Carlo deve farci ricordare e mai dimenticare la ferocia dello Stato, il quale è sempre pronto ad usare ogni mezzo necessario per ristabilire “ordine e disciplina” dimostrando la sua forza dominante anche attraverso l&#8217;omicidio, non risparmia prigionieri. Così come la morte di Carlo ci può riportare alla memoria dei giorni dell&#8217;uccisione di Giorgiana Masi durante una manifestazione per il diritto all&#8217;aborto, nel 1977 oppure, nello stesso anno, di Francesco Lorusso, studente di Bologna. Tanto per fare alcuni esempi ed analogie di esecutori e mandanti</p>
<p style="text-align: justify;">Così come il massacro nella scuola Diaz e nella caserma di Bolzaneto a Genova, come nella Raniero di Napoli (nel Marzo 2001 ) non può non riportarci al massacro ed alle torture commesse nei carceri italiani, durante le rivolte di marzo/aprile 2020 in piena crisi pandemica da Covid19, ai danni di detenuti e detenute. Anche lì, dove dove lo Stato ristabiliva “l&#8217; ordine” c&#8217;è sangue sui muri. Non si tratta, come vogliono farci credere tramite la narrazione tossica dell&#8217;informazione, di poche mele marce che inquinano il buon nome delle forze dell&#8217;ordine, se le mele sono marce allora le radici dell&#8217;albero sono malate.</p>
<p style="text-align: justify;">A Carlo Giuliani, qualche mese dopo la sua uccisione, fu intitolata la storica sede dei disoccupati organizzati/precari bros in via Cesare Rosaroll, come “Centro sociale – Carlo Giuliani “ ed in quell&#8217;occasione vide la presenza del padre di Carlo ( Giuliano Giuliani ), il quale portò il suo saluto ma soprattutto ne narrò la commozione (condivisa da tutti noi ) di ciò che avvenne a Carlo, attraverso la presentazione di un libro e flimati.</p>
<p style="text-align: justify;">Per quanto ci riguarda, la morte di Carlo, il massacro della Diaz non sia di celebrazione e di retorica commemorazione ma di rabbia, di rabbia viva come quel sangue in Piazza Alimonda, come le pareti della scuola Diaz, come i cancelli delle carceri italiane.</p>
<p style="text-align: justify;">CSO Carlo Giuliani</p>
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		<title>Una Breve Riflessione di fine Anno!!</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Dec 2020 20:31:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>coordinamento</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una breve riflessione di fine anno, tocca farla, come lavoratori e lavoratici della manutenzione stradale aderenti all’ USB LAVORO PRIVATO, una riflessione dovuta anche ad un anno particolarmente dinamico, con al centro la questione COVID19, che ha segnato il nostro livello di maturazione ed affermazione. Maturazione a livello sindacale, dove ha rafforzato e trasformato le nostre coscienze, le nostre idee su un piano conflittuale e dialettico, con una controparte a noi, fino a qualche mese prima, “sconosciuta” ovvero la classe padronale e di organizzazione del sistema produttivo. Una maturazione sul piano conflittuale anche dal punto di vista rivendicativo, che oltre alla questione “salario/lavoro” veniva messa al centro, la questione “salute e difesa” delle lavoratrici e lavoratori impiegati nelle aziende interessate, dalle attività di Manutenzione e Servizi sul tutto il territorio campano. La difesa e la garanzia di adottare misure precauzionali della salute è stato il dibattito ed il tema, il quale ci ha resi maggiormente protagonisti, proprio con il presentarsi di questo avvenimento drammatico dell’epidemia virale, la quale, nei primi mesi dell’anno già causava decessi di molti lavoratori nelle fabbriche su scala nazionale. Questa epidemia ci ha resi maggiormente protagonisti perché le nostre RSA, all’interno delle aziende nelle quali siamo impiegati, furono promotrici di uno sciopero nazionale (27 marzo) per chiedere maggiori garanzie e tutele per la salute delle lavoratrici e dei lavoratori. Maturazione anche per molte donne e molti uomini, le quali/i quali dopo anni ed anni attraversati in esistenze precarie, con l’arte dell’arrangiarsi di lavori neri, sottopagati e senza nessuno scudo sociale e prive di ogni garanzie e tutele, dopo che, gli stessi sono stati protagonisti di una lunga battaglia, prima come disoccupati organizzati e poi, come Precari BROS, mettevano “piede” ed entravano in contatto con il reale mondo del lavoro, entravano in contatto con il “ Sistema Fabbrica”, un sistema disciplinato dal concetto di produzione e regole di una gerarchia dirigenziale padronale. Lo stesso “sistema” maturava ed affermava la presa di coscienza della propria condizione, di ogni lavoratore, la condizione di “soggetto salariato”, ma anche sul piano rivendicativo, dove si passava dalla “richiesta di lavoro” a “difesa del lavoro” e migliori condizioni contrattuali ed occupazionali. Proprio su questi due ultimi punti, oggi si concentra la nostra battaglia ed il nostro futuro come lavoratrici e lavoratori ma anche come organizzazione sindacale, ovvero fin da subito garantire la continuità (come da intesa firmata da Regione Campania/Città Metropolitana/Aziende) degli ulteriori 18 mesi contrattuali, miglioramento delle condizioni di categoria lavorativa e migliori condizioni salariali e riconoscimenti dei ticket ed altri incentivi. Soprattutto il livello conflittuale e rivendicativo, come organizzazione sindacale, è la creazione del Polo Ambientale da parte della Regione Campania ed il riconoscimento ed ingresso delle nostre attività, all’interno del Polo stesso. Ciò permetterebbe di acquisire le stesse migliori condizioni contrattuali e salariali da noi rivendicate. Ovviamente, sembra scontato ma anche giusto ribadirlo, che questo è un punto di partenza, sta a noi, alla nostra capacità ed alla nostra coscienza di lavoratrici e lavoratori difendere ciò che abbiamo conquistato ed affermare, sempre più maggiori condizioni a migliorare le nostre vite e quelle delle nostre famiglie. Non dimenticheremo mai, ne porteremo sempre memoria viva, di chi, purtroppo ci ha lasciati prematuramente in questo anno maledetto, i nostri compagni ed i nostri colleghi scomparsi ed un particolare ricordo va a Di Leo Gennaro Morto di Covid 19 e Francesco La Feltra, compagno e collega ma anche storico attivista degli ex Precari Bros. Vi saremo sempre riconoscenti per aver il vostro contributo alla finalizzazione, dopo anni di lotte, alla vertenza occupazionale.    ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Una breve riflessione di fine anno, tocca farla, come lavoratori e lavoratici della manutenzione stradale aderenti all’ USB LAVORO PRIVATO, una riflessione dovuta anche ad un anno particolarmente dinamico, con al centro la questione COVID19, che ha segnato il nostro livello di maturazione ed affermazione. Maturazione a livello sindacale, dove ha rafforzato e trasformato le nostre coscienze, le nostre idee su un piano conflittuale e dialettico, con una controparte a noi, fino a qualche mese prima, “sconosciuta” ovvero la classe padronale e di organizzazione del sistema produttivo. Una maturazione sul piano conflittuale anche dal punto di vista rivendicativo, che oltre alla questione “salario/lavoro” veniva messa al centro, la questione “salute e difesa” delle lavoratrici e lavoratori impiegati nelle aziende interessate, dalle attività di Manutenzione e Servizi sul tutto il territorio campano. La difesa e la garanzia di adottare misure precauzionali della salute è stato il dibattito ed il tema, il quale ci ha resi maggiormente protagonisti, proprio con il presentarsi di questo avvenimento drammatico dell’epidemia virale, la quale, nei primi mesi dell’anno già causava decessi di molti lavoratori nelle fabbriche su scala nazionale. Questa epidemia ci ha resi maggiormente protagonisti perché le nostre RSA, all’interno delle aziende nelle quali siamo impiegati, furono promotrici di uno sciopero nazionale (27 marzo) per chiedere maggiori garanzie e tutele per la salute delle lavoratrici e dei lavoratori.</p>
<p style="text-align: justify;">Maturazione anche per molte donne e molti uomini, le quali/i quali dopo anni ed anni attraversati in esistenze precarie, con l’arte dell’arrangiarsi di lavori neri, sottopagati e senza nessuno scudo sociale e prive di ogni garanzie e tutele, dopo che, gli stessi sono stati protagonisti di una lunga battaglia, prima come disoccupati organizzati e poi, come Precari BROS, mettevano “piede” ed entravano in contatto con il reale mondo del lavoro, entravano in contatto con il “ Sistema Fabbrica”, un sistema disciplinato dal concetto di produzione e regole di una gerarchia dirigenziale padronale. Lo stesso “sistema” maturava ed affermava la presa di coscienza della propria condizione, di ogni lavoratore, la condizione di “soggetto salariato”, ma anche sul piano rivendicativo, dove si passava dalla “richiesta di lavoro” a “difesa del lavoro” e migliori condizioni contrattuali ed occupazionali.</p>
<p style="text-align: justify;">Proprio su questi due ultimi punti, oggi si concentra la nostra battaglia ed il nostro futuro come lavoratrici e lavoratori ma anche come organizzazione sindacale, ovvero fin da subito garantire la continuità (come da intesa firmata da Regione Campania/Città Metropolitana/Aziende) degli ulteriori 18 mesi contrattuali, miglioramento delle condizioni di categoria lavorativa e migliori condizioni salariali e riconoscimenti dei ticket ed altri incentivi. Soprattutto il livello conflittuale e rivendicativo, come organizzazione sindacale, è la creazione del Polo Ambientale da parte della Regione Campania ed il riconoscimento ed ingresso delle nostre attività, all’interno del Polo stesso. Ciò permetterebbe di acquisire le stesse migliori condizioni contrattuali e salariali da noi rivendicate.</p>
<p style="text-align: justify;">Ovviamente, sembra scontato ma anche giusto ribadirlo, che questo è un punto di partenza, sta a noi, alla nostra capacità ed alla nostra coscienza di lavoratrici e lavoratori difendere ciò che abbiamo conquistato ed affermare, sempre più maggiori condizioni a migliorare le nostre vite e quelle delle nostre famiglie.</p>
<p style="text-align: justify;">Non dimenticheremo mai, ne porteremo sempre memoria viva, di chi, purtroppo ci ha lasciati prematuramente in questo anno maledetto, i nostri compagni ed i nostri colleghi scomparsi ed un particolare ricordo va a Di Leo Gennaro Morto di Covid 19 e Francesco La Feltra, compagno e collega ma anche storico attivista degli ex Precari Bros. Vi saremo sempre riconoscenti per aver il vostro contributo alla finalizzazione, dopo anni di lotte, alla vertenza occupazionale.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000; font-family: Calibri; font-size: medium;"> </span></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Calibri; font-size: medium;"> </span></p>
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		<title>IL NOSTRO “PRIMO” MAGGIO</title>
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		<pubDate>Fri, 01 May 2020 14:38:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>coordinamento</dc:creator>
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		<description><![CDATA[IL NOSTRO “PRIMO” MAGGIO Le lavoratrici ed i lavoratori addetti ai Servizi e Manutenzione stradale delle strade provinciali, vogliono dare il loro contributo a questo Primo Maggio. Oggi ci troviamo a trascorrere un Primo Maggio particolare, in un momento storico dettato da uno stato d’emergenza con le restrizioni e divieto di ogni manifestazione ed agibilità politica, per partecipare a questa ricorrenza ( ricorrenza e non festa ) per contenere il rischio della diffusione contagiosa del Covid 19. Lo abbiamo definito il nostro “Primo Maggio” perché, allo stato attuale, gli oltre 800 operari ed operaie impiegati nelle attività lavorative sulle strade provinciali della Regione Campania, sono gli ex precari Bros, i quali, dopo un a lunga ed annosa lotta, risaltata ed evidenziata dalle cronache politiche nazionali e locali, sono riusciti nella risoluzione vertenziale nell’ottenere le assunzioni all’interno di aziende private in appalto con l’ Ente della Regione Campania, con contratto a tempo indeterminato. Negli anni addietro abbiamo sempre attraversato il Primo Maggio partecipando ai cortei dei Confederali (Cgil Cisl Uil ) con voce critica e di dissenso nel denunciare la complicità dei confederali stessi alle scelte scellerate di politiche economiche ed occupazionali che hanno precarizzato e peggiorato sempre più e condizioni dei lavoratori, sia in termini salariali che di sicurezza. Lo abbiamo attraversato, allo stesso modo, in maniera unitaria e solidale con il sindacalismo di base e conflittuale, con le realtà antagoniste, internazionaliste. Oggi, nelle circostanze attuai e già evidenziate dal momento storico, ci troviamo in una condizione di lavoratori salariati e dunque all’ interno del sistema produttivo dove maggior è la coscienza acquisita delle contraddizioni che muove il mercato del lavoro ed i suoi circuiti. Ci ritroviamo ogni giorno, ancor di più in questa fase critica, a fare i conti con le condizioni di sicurezza ed il rischio, dove oggi sono al centro dell’attenzione mediatica delle cronache, per i lavoratori e le lavoratrici colpiti dal covid 19 e le conseguenze riportate tra contagiati e morti. Sappiamo bene che la questione sicurezza sui luoghi di lavoro è stata una battaglia centrale nelle lotte operaie degli ultimi anni, dove ogni giorno si contano più morti che in una guerra ( morti non solo di corona virus) Come lavoratori ci troviamo a fronteggiare uno Stato d’eccezione o di emergenza, le ordinanze decretate dalla presidenza del consiglio, le quali restringono e limitano ( nel nome della “salvaguardia” della salute ) la mobilità individuale e collettiva, l’agibilità sindacale e politica al’interno delle aziende e non solo ( come abbiamo assistito alle cariche, denunce e sanzioni amministrativi ai tanti attivisti ed attiviste della Brigata della spesa solidale, a Napoli ed altre città d’Italia ). Ciò sicuramente rende più farraginosa e difficile le attività sindacali sui e nei luoghi di lavoro, ma anche all’interno delle nostre federazioni d’appartenenza . In questa fase d’emergenza come lavoratrici e lavoratori, dobbiamo porre l’attenzione nel rivendicare in maniera prioritaria, migliori condizioni di sicurezza e misure di prevenzione al rischio contagio, misure preventive non limitanti alle libertà individuali, collettive e di circolazione. Porre l’attenzione e farci trovare pronti sul terreno conflittuale, se questo momento di Stato d’eccezione diventasse uno Stato ordinario per mantenere in piedi un sistema restrittivo che limiti la libertà di associazione, il diritto a manifestare e di rivendicazione, Porre l’attenzione affinchè questo Stato d’emergenza, dove avrà sicuramente una conseguenza di crisi economica e sociale, non diventi la causa di nuovi licenziamenti, tagli ai servizi, ai salari e peggioramento di condizioni lavorative e di salari. Il nostro Primo Maggio è una ricorrenza e non una festa, nel ricordare e commemorare i tanti e le tante lavoratrici e lavoratori morti e sacrificati sull’altare del profitto &#160; USB-Lavoro Privato- Servizi e Manutenzione strade provinciali &#160;]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div>
<p align="center"><b>IL NOSTRO “PRIMO” MAGGIO</b></p>
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<p style="text-align: justify;">Le lavoratrici ed i lavoratori addetti ai Servizi e Manutenzione stradale delle strade provinciali, vogliono dare il loro contributo a questo Primo Maggio. Oggi ci troviamo a trascorrere un Primo Maggio particolare, in un momento storico dettato da uno stato d’emergenza con le restrizioni e divieto di ogni manifestazione ed agibilità politica, per partecipare a questa ricorrenza <span style="text-decoration: underline;">( ricorrenza e non festa</span> ) per contenere il rischio della diffusione contagiosa del Covid 19.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo abbiamo definito il nostro “Primo Maggio” perché, allo stato attuale, gli oltre 800 operari ed operaie impiegati nelle attività lavorative sulle strade provinciali della Regione Campania, sono gli ex precari Bros, i quali, dopo un a lunga ed annosa lotta, risaltata ed evidenziata dalle cronache politiche nazionali e locali, sono riusciti nella risoluzione vertenziale nell’ottenere le assunzioni all’interno di aziende private in appalto con l’ Ente della Regione Campania, con contratto a tempo indeterminato.</p>
<p style="text-align: justify;">Negli anni addietro abbiamo sempre attraversato il Primo Maggio partecipando ai cortei dei Confederali (Cgil Cisl Uil ) con voce critica e di dissenso nel denunciare la complicità dei confederali stessi alle scelte scellerate di politiche economiche ed occupazionali che hanno precarizzato e peggiorato sempre più e condizioni dei lavoratori, sia in termini salariali che di sicurezza. Lo abbiamo attraversato, allo stesso modo, in maniera unitaria e solidale con il sindacalismo di base e conflittuale, con le realtà antagoniste, internazionaliste.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi, nelle circostanze attuai e già evidenziate dal momento storico, ci troviamo in una condizione di lavoratori salariati e dunque all’ interno del sistema produttivo dove maggior è la coscienza acquisita delle contraddizioni che muove il mercato del lavoro ed i suoi circuiti. Ci ritroviamo ogni giorno, ancor di più in questa fase critica, a fare i conti con le condizioni di sicurezza ed il rischio, dove oggi sono al centro dell’attenzione mediatica delle cronache, per i lavoratori e le lavoratrici colpiti dal covid 19 e le conseguenze riportate tra contagiati e morti. Sappiamo bene che la questione sicurezza sui luoghi di lavoro è stata una battaglia centrale nelle lotte operaie degli ultimi anni, dove ogni giorno si contano più morti che in una guerra ( morti non solo di corona virus)</p>
<p style="text-align: justify;">Come lavoratori ci troviamo a fronteggiare uno Stato d’eccezione o di emergenza, le ordinanze decretate dalla presidenza del consiglio, le quali restringono e limitano ( nel nome della “salvaguardia” della salute ) la mobilità individuale e collettiva, l’agibilità sindacale e politica al’interno delle aziende e non solo ( come abbiamo assistito alle cariche, denunce e sanzioni amministrativi ai tanti attivisti ed attiviste della Brigata della spesa solidale, a Napoli ed altre città d’Italia ). Ciò sicuramente rende più farraginosa e difficile le attività sindacali sui e nei luoghi di lavoro, ma anche all’interno delle nostre federazioni d’appartenenza .</p>
<p style="text-align: justify;">In questa fase d’emergenza come lavoratrici e lavoratori, dobbiamo porre l’attenzione nel rivendicare in maniera prioritaria, migliori condizioni di sicurezza e misure di prevenzione al rischio contagio, misure preventive non limitanti alle libertà individuali, collettive e di circolazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Porre l’attenzione e farci trovare pronti sul terreno conflittuale, se questo momento di Stato d’eccezione diventasse uno Stato ordinario per mantenere in piedi un sistema restrittivo che limiti la libertà di associazione, il diritto a manifestare e di rivendicazione, Porre l’attenzione affinchè questo Stato d’emergenza, dove avrà sicuramente una conseguenza di crisi economica e sociale, non diventi la causa di nuovi licenziamenti, tagli ai servizi, ai salari e peggioramento di condizioni lavorative e di salari.</p>
<p style="text-align: justify;">Il nostro Primo Maggio è una ricorrenza e non una festa, nel ricordare e commemorare i tanti e le tante lavoratrici e lavoratori morti e sacrificati sull’altare del profitto</p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="center">USB-Lavoro Privato- Servizi e Manutenzione strade provinciali</p>
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		<title>LA PANDEMIA DEI LAVORATORI: RISCHIO SALUTE E LICENZIAMENTI !!</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Mar 2020 21:59:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>coordinamento</dc:creator>
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		<category><![CDATA[EVENTI]]></category>

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		<description><![CDATA[LA PANDEMIA DEI LAVORATORI: RISCHIO SALUTE E LICENZIAMENTI- &#160; Le RSA-USB dei lavoratori e lavoratrici impiegati nella manutenzione dei servizi integrati strade provinciali, della MULTISERVICE SCARL di Napoli e Caserta, hanno indetto, il 25 marzo  una giornata di astensione dalle attività produttive, dopo che, la stessa azienda ha manifestato la prospettiva di licenziamento, di 40 tra lavoratrici e lavoratori al termine della scadenza di contratto prevista agli inizi di Aprile. La comunicazione è stata riferita durante un incontro azienda/sindacati sulla questione “Stato d’ emergenza sanitaria Covid 19” e  non all&#8217;ordine del giorno e dunque non attinente alla discussione riguardante lo stato di sicurezza e prevenzione della salute dei 400 operai impiegati nell&#8217;azienda. Alla nostra richiesta di rinviare ad altra data la discussione sul rinnovo dei contratti e qualsiasi decisione di ristrutturazione aziendale riguardante la pianta organica, non può essere assunta senza un coinvolgimento e confronto con le parti sindacali, la dirigenza ha glissato con il classico atteggiamento dell’arroganza padronale decidendone la sorte ed il destino dei 40 lavoratori. La volontà dell’azienda in questione, è la manifestazione di un sospetto di come verrà gestita l’ordinaria normalità dall&#8217;uscita dallo stato di emergenza sanitaria, su quali soggetti graverà il peso ed il sacrificio nel nome della “ripresa economica”, in termini generali saranno le lavoratrici, i lavoratori, i precari e le fasce deboli che dovranno versare lacrime e sangue per salvare i profitti e gli interessi dei padroni e della finanza, insomma di chi da anni è l’artefice di una crisi sempre più catastrofica ai danni della salute, dell’ambiente e dell’occupazione e dei salari. Non siamo più disposti a sacrificare le nostre vite, la nostra salute, il nostro a lavoro per salvaguardare i vostri interessi ed i vostri profitti! Nel frattempo, abbiamo chiesto, un incontro urgente ed immediato ai vertici aziendali, per chiarire meglio questa loro posizione.  Alla stessa azienda abbiamo sollevato più volte il problema e la questione della tutela della salute e sicurezza dei lavoratori, ora, ancor di più in uno stato di emergenza sanitaria dove abbiamo riscontrato una debolezza ed un mancanza della stessa azienda, nel fornire quotidianamente i dispositivi di protezione come mascherine e guanti ( gli stessi dispositivi vengono usati per più giorni dagli stessi lavoratori, con uno stato di efficienza precario e condizioni igienico sanitarie a rischio ). Più volte abbiamo sollecitato all&#8217;azienda di provvedere al lavaggio ed alla pulizia dei mezzi aziendali, nei quali vedono il trasporto delle lavoratrici e lavoratori, per lo svolgimento delle proprie attività lavorative, dove spesso, gli stessi lavoratori si sono autotassati per provvedere alla pulizia ed alla igienizzazione dei mezzi. Non siamo più disposti a concedere a ricatti!! LAVORATORI SERVIZI MANUTENZIONE INTEGRATA STRADE PROVINCIALI- Usb-Lavoro privato]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><b>LA PANDEMIA DEI LAVORATORI: RISCHIO SALUTE E LICENZIAMENTI-</b></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Le RSA-USB dei lavoratori e lavoratrici impiegati nella manutenzione dei servizi integrati strade provinciali, della MULTISERVICE SCARL di Napoli e Caserta, hanno indetto, il 25 marzo  una giornata di astensione dalle attività produttive, dopo che, la stessa azienda ha manifestato la prospettiva di licenziamento, di 40 tra lavoratrici e lavoratori al termine della scadenza di contratto prevista agli inizi di Aprile. La comunicazione è stata riferita durante un incontro azienda/sindacati sulla questione “Stato d’ emergenza sanitaria Covid 19” e  non all&#8217;ordine del giorno e dunque non attinente alla discussione riguardante lo stato di sicurezza e prevenzione della salute dei 400 operai impiegati nell&#8217;azienda.</p>
<p style="text-align: justify;">Alla nostra richiesta di rinviare ad altra data la discussione sul rinnovo dei contratti e qualsiasi decisione di ristrutturazione aziendale riguardante la pianta organica, non può essere assunta senza un coinvolgimento e confronto con le parti sindacali, la dirigenza ha glissato con il classico atteggiamento dell’arroganza padronale decidendone la sorte ed il destino dei 40 lavoratori.</p>
<p style="text-align: justify;">La volontà dell’azienda in questione, è la manifestazione di un sospetto di come verrà gestita l’ordinaria normalità dall&#8217;uscita dallo stato di emergenza sanitaria, su quali soggetti graverà il peso ed il sacrificio nel nome della “ripresa economica”, in termini generali saranno le lavoratrici, i lavoratori, i precari e le fasce deboli che dovranno versare lacrime e sangue per salvare i profitti e gli interessi dei padroni e della finanza, insomma di chi da anni è l’artefice di una crisi sempre più catastrofica ai danni della salute, dell’ambiente e dell’occupazione e dei salari. Non siamo più disposti a sacrificare le nostre vite, la nostra salute, il nostro a lavoro per salvaguardare i vostri interessi ed i vostri profitti!</p>
<p style="text-align: justify;">Nel frattempo, abbiamo chiesto, un incontro urgente ed immediato ai vertici aziendali, per chiarire meglio questa loro posizione.  Alla stessa azienda abbiamo sollevato più volte il problema e la questione della tutela della salute e sicurezza dei lavoratori, ora, ancor di più in uno stato di emergenza sanitaria dove abbiamo riscontrato una debolezza ed un mancanza della stessa azienda, nel fornire quotidianamente i dispositivi di protezione come mascherine e guanti ( gli stessi dispositivi vengono usati per più giorni dagli stessi lavoratori, con uno stato di efficienza precario e condizioni igienico sanitarie a rischio ). Più volte abbiamo sollecitato all&#8217;azienda di provvedere al lavaggio ed alla pulizia dei mezzi aziendali, nei quali vedono il trasporto delle lavoratrici e lavoratori, per lo svolgimento delle proprie attività lavorative, dove spesso, gli stessi lavoratori si sono autotassati per provvedere alla pulizia ed alla igienizzazione dei mezzi. Non siamo più disposti a concedere a ricatti!!</p>
<p style="text-align: center;"><b>LAVORATORI SERVIZI MANUTENZIONE INTEGRATA STRADE PROVINCIALI- Usb-Lavoro privato</b></p>
<p style="text-align: center;">
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		<title>-LA NOSTRA SALUTE, PRIMA DEI VOSTRI PROFITTI-</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Mar 2020 19:49:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>coordinamento</dc:creator>
				<category><![CDATA[2020]]></category>
		<category><![CDATA[EVENTI]]></category>
		<category><![CDATA[VOLANTINI]]></category>

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		<description><![CDATA[  -LA NOSTRA SALUTE, PRIMA DEI VOSTRI PROFITTI- In questo momento storico, sempre più diventa allarmante e difficile gestire una situazione di emergenza e particolare attenzione, nei confronti della collettività e della salute.  E’ noto sotto agli occhi dell’opinione pubblica, di come, la pandemia diffusa del Covid 19 sta ponendo seri problemi di ordine sanitario e pericolosità per la salute pubblica. Sappiamo bene chi sono i colpevoli di un’ assurda gestione che decreta uno stato d’emergenza, l’incapacità della classe politica dominante a gestire e garantire la tutela e la prevenzione ed il diritto alla cura delle persone, causata da decenni di tagli alla sanità, ai servizi essenziali per favorire denaro pubblico a salvare banche ed imprese. Il decreto di uno stato d’emergenza che impone divieti e limitazioni della circolazione degli individui, adottate come misure preventive, sembra non tenere conto di settori sociali, i quali vengono esposti al rischio contagio e di diffusione del Virus, gettando questi settori, ancor più nel panico e nella paura, ma anche   come possibili untori di un dramma diffuso. Abbiamo visto come, nei giorni scorsi, il divieto dei colloqui familiari,  nelle carceri ,non  è una soluzione per la riduzione del danno, anzi e legittimamente ha scaturito rivolte e proteste su scala nazionale, all’interno dei penitenziari, dove non sono mancati i morti. Qusto decreto governativo, non può non tener conto e lasciare al “fato” le condizioni di salute e sicurezza di decine di migliaia di lavoratrici e lavoratori impiegati nelle aziende di produzione e servizi, non si può sacrificare, sull’altare della patria ed in nome dell’ economia nazionale, la vita e l’esposizione al contagio di migliaia di uomini e donne. I VOSTRI PROFITTI NON VALGONO DI PIU’ DELLA NOSTRA SALUTE! Sappiamo bene, di come la gestione della sicurezza e della prevenzione ordinaria nei e sui luoghi di lavoro è sempre stata evasiva e carente, da parte di padroni ed imprese.  Questa volta ci troviamo dinanzi ad una pandemia, ad un evento nuovo che sta trasformando la straordinarietà in un serio problema di ordine pubblico e di vita per la sorte dei lavoratori e lavoratrici. Questa fase, denota,come all’interno delle aziende mancano tutte le misure di prevenzione, di sicurezza che possa salvaguardare la salute anche all’interno di un ciclo produttivo, di come le imprese, oltre al Governo, erano impreparati a gestire e contenere questa emergenza del Covid-19. All’indomani dell’emanazione del decreto governativo sulla pandemia, come RSA/RLS USB, ritenemmo, da subito, opportuno, come atto di responsabilità di fermare le attività lavorative di 800 lavoratrici e  lavoratori impegnati nella manutenzione stradale e servizi impiegati nelle varie aziende, nelle province del territorio campano, perché non garantivano le misure di protezione e sicurezza per la salute dei lavoratori.  Ci sembrava doveroso porre all’azienda ed il primo caso nazionale di blocco delle attività, la chiusura temporanea fino a nuove disposizioni nell’osservanza del protocollo di prevenzione, così come, hanno seguito l’esempio gli atri lavoratori dello stesso settore, impiegati nelle aziende Oggi, molti lavoratori  sono in stato di agitazione per le stesse motivazioni e preoccupazioni che, come RSA USB abbiamo posto fin da subito, come già le cronache scrivono di primi contagi da Virus all’interno di alcune aziende nazionali. Pertanto ribadiamo e rivendichiamo che la nostra salute e quelle della collettività non può essere messa a rischio e sacrificata nel nome di un’economia, già di per sé tracollante e chiediamo, nell’immediato, misure urgenti per garantire la tutela della salute e della prevenzione per le lavoratrici e lavoratori. Chiediamo da subito, un piano straordinario che garantisca piena retribuzione , nel caso di blocco totale delle attività produttive. Di sacrifici ne abbiamo già fatti, di morti ne abbiamo già pianti, adesso non siamo più disposti a salvare i vostri interessi ed i vostri profitti! &#160; RSA/RLS USB LAVORO PRIVATO- MANUTENZIONE STRADALE E SERVIZI INTEGRATI MOVIMENTO di LOTTA di NAPOLI e PROVINCIA]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><b><span style="text-decoration: underline;"> </span></b></p>
<p align="center"><b><span style="text-decoration: underline;">-LA NOSTRA SALUTE, PRIMA DEI VOSTRI PROFITTI-</span></b></p>
<p style="text-align: justify;">In questo momento storico, sempre più diventa allarmante e difficile gestire una situazione di emergenza e particolare attenzione, nei confronti della collettività e della salute.  E’ noto sotto agli occhi dell’opinione pubblica, di come, la pandemia diffusa del Covid 19 sta ponendo seri problemi di ordine sanitario e pericolosità per la salute pubblica. Sappiamo bene chi sono i colpevoli di un’ assurda gestione che decreta uno stato d’emergenza, l’incapacità della classe politica dominante a gestire e garantire la tutela e la prevenzione ed il diritto alla cura delle persone, causata da decenni di tagli alla sanità, ai servizi essenziali per favorire denaro pubblico a salvare banche ed imprese.</p>
<p style="text-align: justify;">Il decreto di uno stato d’emergenza che impone divieti e limitazioni della circolazione degli individui, adottate come misure preventive, sembra non tenere conto di settori sociali, i quali vengono esposti al rischio contagio e di diffusione del Virus, gettando questi settori, ancor più nel panico e nella paura, ma anche   come possibili untori di un dramma diffuso. Abbiamo visto come, nei giorni scorsi, il divieto dei colloqui familiari,  nelle carceri ,non  è una soluzione per la riduzione del danno, anzi e legittimamente ha scaturito rivolte e proteste su scala nazionale, all’interno dei penitenziari, dove non sono mancati i morti.</p>
<p style="text-align: justify;">Qusto decreto governativo, non può non tener conto e lasciare al “fato” le condizioni di salute e sicurezza di decine di migliaia di lavoratrici e lavoratori impiegati nelle aziende di produzione e servizi, non si può sacrificare, sull’altare della patria ed in nome dell’ economia nazionale, la vita e l’esposizione al contagio di migliaia di uomini e donne. I VOSTRI PROFITTI NON VALGONO DI PIU’ DELLA NOSTRA SALUTE!</p>
<p style="text-align: justify;">Sappiamo bene, di come la gestione della sicurezza e della prevenzione ordinaria nei e sui luoghi di lavoro è sempre stata evasiva e carente, da parte di padroni ed imprese.  Questa volta ci troviamo dinanzi ad una pandemia, ad un evento nuovo che sta trasformando la straordinarietà in un serio problema di ordine pubblico e di vita per la sorte dei lavoratori e lavoratrici. Questa fase, denota,come all’interno delle aziende mancano tutte le misure di prevenzione, di sicurezza che possa salvaguardare la salute anche all’interno di un ciclo produttivo, di come le imprese, oltre al Governo, erano impreparati a gestire e contenere questa emergenza del Covid-19.</p>
<p style="text-align: justify;">All’indomani dell’emanazione del decreto governativo sulla pandemia, come RSA/RLS USB, ritenemmo, da subito, opportuno, come atto di responsabilità di fermare le attività lavorative di 800 lavoratrici e  lavoratori impegnati nella manutenzione stradale e servizi impiegati nelle varie aziende, nelle province del territorio campano, perché non garantivano le misure di protezione e sicurezza per la salute dei lavoratori.  Ci sembrava doveroso porre all’azienda ed il primo caso nazionale di blocco delle attività, la chiusura temporanea fino a nuove disposizioni nell’osservanza del protocollo di prevenzione, così come, hanno seguito l’esempio gli atri lavoratori dello stesso settore, impiegati nelle aziende</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi, molti lavoratori  sono in stato di agitazione per le stesse motivazioni e preoccupazioni che, come RSA USB abbiamo posto fin da subito, come già le cronache scrivono di primi contagi da Virus all’interno di alcune aziende nazionali. Pertanto ribadiamo e rivendichiamo che la nostra salute e quelle della collettività non può essere messa a rischio e sacrificata nel nome di un’economia, già di per sé tracollante e chiediamo, nell’immediato, misure urgenti per garantire la tutela della salute e della prevenzione per le lavoratrici e lavoratori. Chiediamo da subito, un piano straordinario che garantisca piena retribuzione , nel caso di blocco totale delle attività produttive. Di sacrifici ne abbiamo già fatti, di morti ne abbiamo già pianti, adesso non siamo più disposti a salvare i vostri interessi ed i vostri profitti!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="center"><b>RSA/RLS USB LAVORO PRIVATO- MANUTENZIONE STRADALE E SERVIZI INTEGRATI</b></p>
<p align="center">MOVIMENTO di LOTTA di NAPOLI e PROVINCIA</p>
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		<title>Prima di Tutto  La Salvaguardia della  Salute dei Lavoratori !!</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Mar 2020 20:10:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>coordinamento</dc:creator>
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		<title>-NON E’ UN BUON ANNO “QUALSIASI”-</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Dec 2019 08:32:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>coordinamento</dc:creator>
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		<category><![CDATA[VOLANTINI]]></category>

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		<description><![CDATA[-NON E’ UN BUON ANNO “QUALSIASI”- Care lavoratrici, cari lavoratori abbiamo trascorso gli ultimi tempi, augurandoci che l’ “anno nuovo” poteva portarci ad esaudire il desiderio e la realizzazione del “posto di lavoro”, con i buoni auspici e maggior fortuna nel conquistare l’obiettivo tanto rincorso, sperato ed ambito. Quest’anno che si è concluso, l’anno nuovo che ci appresteremo ad affrontare, ci vede con entusiasmo e felicità di aver ( finalmente ) visto realizzato il nostro desiderio, il nostro obiettivo. Finalmente affrontiamo la vita, la nostra esistenza, le nostre responsabilità con una serenità  ed armonia nell&#8217;aver migliorato le nostre condizioni economiche e sociali, nell&#8217;aver raggiunto una maggior armonia, sia al livello individuale che familiare, con l’ingresso in questa nuova esperienza occupazionale. Da oggi vestiremo un ruolo importante, con maggior consapevolezza e responsabilità di affrontate questo percorso, questa nuova avventura con la coscienza di essere parte fondamentale per il miglioramento e lo sviluppo del nostro patrimonio ambientale, di vivibilità e sicurezza per noi e per la popolazione. Certamente, il raggiungimento di questo obiettivo, la conquista del “posto di lavoro” non è stato frutto dei nostri auguri e delle nostre raccomandazioni, non è stato il “caso” né la “buona sorte “ augurata ad averci impiegato nelle aziende nelle quali oggi, ci vedono impegnati sulle strade per svolgere le nostre attività lavorative. Ciò è stata la nostra determinazione, la nostra tenacia e soprattutto la nostra volontà a non rassegnarci ad una sconfitta che, per molti, per la classe politica, sembrava alle porte, già voleva essere cronaca annunciata. Con la stessa determinazione e la stessa rabbia dovremmo affrontare questo nuovo anno, nel difendere ciò che abbiamo conquistato, per difendere la nostra dignità di individui per il “diritto a campare “, a vivere una vita sempre più dignitosa e felice per noi ed i nostri cari. Con la coscienza di dover migliorare le nostre condizioni da lavoratori e lavoratrici, lavorare per migliorare a tendere sempre più a rafforzare l’unità e la solidarietà tra le lavoratrici e lavoratori, con i nostri fratelli migranti, con gli ultimi, gli emarginati. Sarà nostra responsabilità affrontare, anche con questa nostra nuova esperienza sindacale, una società dove prevale l’odio e la  paura, dove ancora l’egoismo, razzismo ci rendono ciechi ed indifferenti rispetto alle ingiustizie sociali, dalle quali ogni giorno ne paghiamo conseguenze e sacrifici, affinché potremmo lasciare a chi verrà dopo, una società basata sull&#8217;uguaglianza ed il rispetto tra gli essere umani, affinchè non dovremmo più assistere a devastazioni, scempi e sfruttamento per fini di profitto e ricchezza per pochi. Care lavoratrici e cari lavoratori, con questo appello vi auguriamo un Buon Anno con gli stessi auspici e le stesse raccomandazioni, di gioie, ricchezza e prosperità. Un Buona Anno all’ insegna della felicità, armonia e soprattutto sereno. Ma questo, pur nelle stesse frasi, abbiamo detto che: non è un BUON ANNO “QUALSIASI”! Buon Anno e Buon Lavoro a tutte e tutti! Lavorati Servizi di Manutenzione Integrata Stradi Provinciali ( USB ) Movimento di lotta di Napoli e Provincia Coordinamento di lotta x il lavoro]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><b>-NON E’ UN BUON ANNO “QUALSIASI”-</b></p>
<p style="text-align: justify;">Care lavoratrici, cari lavoratori abbiamo trascorso gli ultimi tempi, augurandoci che l’ “anno nuovo” poteva portarci ad esaudire il desiderio e la realizzazione del “posto di lavoro”, con i buoni auspici e maggior fortuna nel conquistare l’obiettivo tanto rincorso, sperato ed ambito. Quest’anno che si è concluso, l’anno nuovo che ci appresteremo ad affrontare, ci vede con entusiasmo e felicità di aver ( finalmente ) visto realizzato il nostro desiderio, il nostro obiettivo. Finalmente affrontiamo la vita, la nostra esistenza, le nostre responsabilità con una serenità  ed armonia nell&#8217;aver migliorato le nostre condizioni economiche e sociali, nell&#8217;aver raggiunto una maggior armonia, sia al livello individuale che familiare, con l’ingresso in questa nuova esperienza occupazionale.</p>
<p style="text-align: justify;">Da oggi vestiremo un ruolo importante, con maggior consapevolezza e responsabilità di affrontate questo percorso, questa nuova avventura con la coscienza di essere parte fondamentale per il miglioramento e lo sviluppo del nostro patrimonio ambientale, di vivibilità e sicurezza per noi e per la popolazione. Certamente, il raggiungimento di questo obiettivo, la conquista del “posto di lavoro” non è stato frutto dei nostri auguri e delle nostre raccomandazioni, non è stato il “caso” né la “buona sorte “ augurata ad averci impiegato nelle aziende nelle quali oggi, ci vedono impegnati sulle strade per svolgere le nostre attività lavorative. Ciò è stata la nostra determinazione, la nostra tenacia e soprattutto la nostra volontà a non rassegnarci ad una sconfitta che, per molti, per la classe politica, sembrava alle porte, già voleva essere cronaca annunciata. Con la stessa determinazione e la stessa rabbia dovremmo affrontare questo nuovo anno, nel difendere ciò che abbiamo conquistato, per difendere la nostra dignità di individui per il “diritto a campare “, a vivere una vita sempre più dignitosa e felice per noi ed i nostri cari.</p>
<p style="text-align: justify;">Con la coscienza di dover migliorare le nostre condizioni da lavoratori e lavoratrici, lavorare per migliorare a tendere sempre più a rafforzare l’unità e la solidarietà tra le lavoratrici e lavoratori, con i nostri fratelli migranti, con gli ultimi, gli emarginati. Sarà nostra responsabilità affrontare, anche con questa nostra nuova esperienza sindacale, una società dove prevale l’odio e la  paura, dove ancora l’egoismo, razzismo ci rendono ciechi ed indifferenti rispetto alle ingiustizie sociali, dalle quali ogni giorno ne paghiamo conseguenze e sacrifici, affinché potremmo lasciare a chi verrà dopo, una società basata sull&#8217;uguaglianza ed il rispetto tra gli essere umani, affinchè non dovremmo più assistere a devastazioni, scempi e sfruttamento per fini di profitto e ricchezza per pochi.</p>
<p style="text-align: justify;">Care lavoratrici e cari lavoratori, con questo appello vi auguriamo un Buon Anno con gli stessi auspici e le stesse raccomandazioni, di gioie, ricchezza e prosperità. Un Buona Anno all’ insegna della felicità, armonia e soprattutto sereno. Ma questo, pur nelle stesse frasi, abbiamo detto che: non è un BUON ANNO “QUALSIASI”!</p>
<p>Buon Anno e Buon Lavoro a tutte e tutti!</p>
<p style="text-align: center;">Lavorati Servizi di Manutenzione Integrata Stradi Provinciali ( USB )</p>
<p style="text-align: center;">Movimento di lotta di Napoli e Provincia</p>
<p style="text-align: center;">Coordinamento di lotta x il lavoro</p>
<p style="text-align: center;">
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		<title>…ED ALLA FINE, ARRIVARONO GLI IMBECILLI</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Dec 2019 09:40:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>coordinamento</dc:creator>
				<category><![CDATA[2019]]></category>
		<category><![CDATA[EVENTI]]></category>
		<category><![CDATA[VOLANTINI]]></category>

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		<description><![CDATA[…ED ALLA FINE, ARRIVARONO GLI IMBECILLI Le lavoratrici ed i lavoratori dei servizi e manutenzione stradale aderenti all USB esprimono la loro solidarietà alle lavoratrici ed i lavoratori iscritti al Si.Cobas, per il vile e diffamatorio attacco subito da una sedicente ed anonima sigla nel panorama del conflitto sociale e politico. Riteniamo che, al di là delle scelte di rappresentanza sindacale, agli attacchi ed alle menzogne, i lavoratori devono rispondere uniti e coesi per rafforzare le proprie rivendicazioni e le proprie lotte. Nessun privilegio, nessuna svendita e compromesso è stato oggetto di scambio tra l’adesione alle OO.SS. e la presa in carica lavorativa degli ex precari Bros.  Riteniamo grave e menzognero, il linguaggio usato da questa sedicente sigla “ Guardia Rossa”, tipico ed usuale linguaggio usato dagli apparati repressivi, mass media e tutti quelli che vogliono gettare fango e screditare la storia, il patrimonio politico dei Movimenti di lotta napoletani e dell’intero panorama nazionale. La conquista di 1200 posti di lavoro, da parte degli ex precari Bros, è stato frutto e sacrificio di una battaglia durata più vent’anni. Non permetteremo a nessuno di “sporcare” la nostra storia.Come lavoratori e lavoratrici * saremo sempre al fianco dei movimenti di lotta e dei nostri fratelli di classe , individuando nel padrone e nel Capitalismo l’unico nemico comune da combattere! Movimento di Lotta di Napoli e Provincia Coordinamento di Lotta x il Lavoro Lavoratori Servizi di Manutenzione  Strade USB]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p align="center">…ED ALLA FINE, ARRIVARONO GLI IMBECILLI</p>
<p style="text-align: justify;">Le lavoratrici ed i lavoratori dei servizi e manutenzione stradale aderenti all USB esprimono la loro solidarietà alle lavoratrici ed i lavoratori iscritti al Si.Cobas, per il vile e diffamatorio attacco subito da una sedicente ed anonima sigla nel panorama del conflitto sociale e politico. Riteniamo che, al di là delle scelte di rappresentanza sindacale, agli attacchi ed alle menzogne, i lavoratori devono rispondere uniti e coesi per rafforzare le proprie rivendicazioni e le proprie lotte. Nessun privilegio, nessuna svendita e compromesso è stato oggetto di scambio tra l’adesione alle OO.SS. e la presa in carica lavorativa degli ex precari Bros.  Riteniamo grave e menzognero, il linguaggio usato da questa sedicente sigla “ Guardia Rossa”, tipico ed usuale linguaggio usato dagli apparati repressivi, mass media e tutti quelli che vogliono gettare fango e screditare la storia, il patrimonio politico dei Movimenti di lotta napoletani e dell’intero panorama nazionale. La conquista di 1200 posti di lavoro, da parte degli ex precari Bros, è stato frutto e sacrificio di una battaglia durata più vent’anni. Non permetteremo a nessuno di “sporcare” la nostra storia.Come lavoratori e lavoratrici * saremo sempre al fianco dei movimenti di lotta e dei nostri fratelli di classe , individuando nel padrone e nel Capitalismo l’unico nemico comune da combattere!</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: center;">Movimento di Lotta di Napoli e Provincia</p>
<p style="text-align: center;">Coordinamento di Lotta x il Lavoro</p>
<p style="text-align: center;">Lavoratori Servizi di Manutenzione  Strade USB</p>
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		<item>
		<title>BREVI RIFLESSIONI SULLA SCELTA DEL SINDACATO</title>
		<link>https://www.disoccupatiorganizzati.org/?p=5622</link>
		<comments>https://www.disoccupatiorganizzati.org/?p=5622#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 16 Oct 2019 17:50:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>coordinamento</dc:creator>
				<category><![CDATA[2019]]></category>
		<category><![CDATA[EVENTI]]></category>
		<category><![CDATA[VOLANTINI]]></category>

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		<description><![CDATA[ Cari lavoratori, care lavoratrici. Il passaggio di questo momento storico, sulla conclusione vittoriosa della nostra annosa e difficile vertenza di disoccupati organizzati, ci ha visti protagonisti di dure vicende, alternati da momenti di forte determinazione e sconforto, ma mai ci ha posto sul piede della rassegnazione e della sconfitta. Insieme abbiamo reso possibile la realizzazione di una trasformazione da “soggetto disoccupato “  a “soggetto lavoratore”, un’impresa ardua, difficile, talvolta minata da una classe politica che, con i suoi mezzi a disposizione ( stampa, repressione, magistratura ) faceva di tutto per ricacciarci nel baratro della miseria e della precarietà. Oggi, questo momento storico ci vede presi da una riflessione, sulla quale tutti ci stiamo interrogando e ponendo la questione del “che fare?” sulla scelta del modello sindacale da intraprendere. Una scelta ed una riflessione, la quale ci vede impegnati, anche in questo momento, in una discussione di quale miglior sindacato o confederazione potrebbe essere la migliore soluzione per la tutela dei lavoratori e delle lavoratrici. Vista la situazione attuale, dove tutti e tutte siamo impegnati nello svolgimento di attività di collocazione e dunque imminenti attività lavorative, non possiamo ancora prendere tempo ed arrivare impreparati nell’ optare ad una soluzione condivisa, convinta e discussa. Ovviamente in questi giorni ci siamo guardati intorno, confrontati, discusso e ragionato sull’alveo del vasto mondo delle sigle sindacali che ci circondano, già esistenti, ma ragionato e valutato anche l’opzione della creazione di una nuova struttura sindacale autonoma e di base. Pertanto, in base a delle valutazioni e considerazioni del tutto indicative, suggerite dalle nostre convinzioni, riterremmo opportuno valutare la nostra scelta di adesione all USB (Unione Sindacale di Base ). Chiaramente questa scelta indicativa, è stata frutto di una considerazione basata anche sulla valutazione di non disciogliere e di non archiviare, il nostro patrimonio storico e conflittuale che, come movimenti ma anche come collettivo di uomini e donne, ha accompagnato questo nostro cammino. Dunque, preservare la nostra autonomia, come soggetto e categoria di lavoratori e lavoratrici, conservare la nostra storia all’interno di un sindacato già esistente e strutturato come USB ci è sembrata una valutazione fondamentale. USB come sindacato ha sempre sostenuto la nostra vertenza, la nostra lotta, le nostre rivendicazioni, rispettando la nostra autonomia, le nostre proposte. USB è un sindacato rappresentato dai lavoratori e dalle lavoratrici, rappresentato dal basso ecco perché sindacato di base. Ecco perché, la nostra proposta di indicazione, la quale ci confronteremo insieme, in assemblea per definire ed approfondire questa valutazione, questa scelta sindacale e non altre.  Non ci convincerebbe l’idea di creare e costruire una sigla sindacale nuova ed autonoma, la riterremmo debole, per quanto rispettabile, di fronte ad un piano e processo conflittuale, di trattative e di rafforzamento che mirino a migliorare le condizioni salariali, lavorative e soprattutto in un’ ottica e prospettive future, terminata questa fase contrattuale. Non ci convincerebbe l’idea di tendere la scelta verso altre sigle sindacali, a parer nostro troppo permeate nella burocrazia di dirigenti e funzionari accomodanti alle esigenze delle imprese e non dei lavoratori, dove metterebbe a rischio la nostra autonomia e la nostra rappresentanza. Così, come non ci convincerebbe l’idea di optare verso altre sigle sindacali di base, già esistenti, chiuse nei loro ideologismi oppure poco presenti nella categoria del lavoro privato ( Imprese, aziende ). Quello che ci serve, in questo momento, è un sindacato forte, strutturato e radicato nei luoghi di lavoro, nei territori, rappresentato dai lavoratori e dalle lavoratrici ma soprattutto che rafforzi l’alleanza dei lavoratori stessi, fuori dalle polemiche di bottega, al di là delle scelte. Quello che ci sta più a cuore è garantire questo nuovo processo occupazionale, migliorandone le condizioni presenti e le prospettive future. Dunque, queste brevi riflessioni sono un invito alla discussione ed alle valutazioni che, approfondiremo e ci confronteremo in una convocazione assembleare PRECARI BROS DI NAPOLI E PROVINCIA]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"> Cari lavoratori, care lavoratrici. Il passaggio di questo momento storico, sulla conclusione vittoriosa della nostra annosa e difficile vertenza di disoccupati organizzati, ci ha visti protagonisti di dure vicende, alternati da momenti di forte determinazione e sconforto, ma mai ci ha posto sul piede della rassegnazione e della sconfitta. Insieme abbiamo reso possibile la realizzazione di una trasformazione da “soggetto disoccupato “  a “soggetto lavoratore”, un’impresa ardua, difficile, talvolta minata da una classe politica che, con i suoi mezzi a disposizione ( stampa, repressione, magistratura ) faceva di tutto per ricacciarci nel baratro della miseria e della precarietà.</p>
<p dir="ltr" style="text-align: justify;">Oggi, questo momento storico ci vede presi da una riflessione, sulla quale tutti ci stiamo interrogando e ponendo la questione del “che fare?” sulla scelta del modello sindacale da intraprendere. Una scelta ed una riflessione, la quale ci vede impegnati, anche in questo momento, in una discussione di quale miglior sindacato o confederazione potrebbe essere la migliore soluzione per la tutela dei lavoratori e delle lavoratrici. Vista la situazione attuale, dove tutti e tutte siamo impegnati nello svolgimento di attività di collocazione e dunque imminenti attività lavorative, non possiamo ancora prendere tempo ed arrivare impreparati nell’ optare ad una soluzione condivisa, convinta e discussa.</p>
<p dir="ltr" style="text-align: justify;">Ovviamente in questi giorni ci siamo guardati intorno, confrontati, discusso e ragionato sull’alveo del vasto mondo delle sigle sindacali che ci circondano, già esistenti, ma ragionato e valutato anche l’opzione della creazione di una nuova struttura sindacale autonoma e di base. Pertanto, in base a delle valutazioni e considerazioni del tutto indicative, suggerite dalle nostre convinzioni, riterremmo opportuno valutare la nostra scelta di adesione all USB (Unione Sindacale di Base ). Chiaramente questa scelta indicativa, è stata frutto di una considerazione basata anche sulla valutazione di non disciogliere e di non archiviare, il nostro patrimonio storico e conflittuale che, come movimenti ma anche come collettivo di uomini e donne, ha accompagnato questo nostro cammino. Dunque, preservare la nostra autonomia, come soggetto e categoria di lavoratori e lavoratrici, conservare la nostra storia all’interno di un sindacato già esistente e strutturato come USB ci è sembrata una valutazione fondamentale. USB come sindacato ha sempre sostenuto la nostra vertenza, la nostra lotta, le nostre rivendicazioni, rispettando la nostra autonomia, le nostre proposte. USB è un sindacato rappresentato dai lavoratori e dalle lavoratrici, rappresentato dal basso ecco perché sindacato di base. Ecco perché, la nostra proposta di indicazione, la quale ci confronteremo insieme, in assemblea per definire ed approfondire questa valutazione, questa scelta sindacale e non altre.  Non ci convincerebbe l’idea di creare e costruire una sigla sindacale nuova ed autonoma, la riterremmo debole, per quanto rispettabile, di fronte ad un piano e processo conflittuale, di trattative e di rafforzamento che mirino a migliorare le condizioni salariali, lavorative e soprattutto in un’ ottica e prospettive future, terminata questa fase contrattuale. Non ci convincerebbe l’idea di tendere la scelta verso altre sigle sindacali, a parer nostro troppo permeate nella burocrazia di dirigenti e funzionari accomodanti alle esigenze delle imprese e non dei lavoratori, dove metterebbe a rischio la nostra autonomia e la nostra rappresentanza. Così, come non ci convincerebbe l’idea di optare verso altre sigle sindacali di base, già esistenti, chiuse nei loro ideologismi oppure poco presenti nella categoria del lavoro privato ( Imprese, aziende ). Quello che ci serve, in questo momento, è un sindacato forte, strutturato e radicato nei luoghi di lavoro, nei territori, rappresentato dai lavoratori e dalle lavoratrici ma soprattutto che rafforzi l’alleanza dei lavoratori stessi, fuori dalle polemiche di bottega, al di là delle scelte. Quello che ci sta più a cuore è garantire questo nuovo processo occupazionale, migliorandone le condizioni presenti e le prospettive future.</p>
<p dir="ltr" style="text-align: justify;">Dunque, queste brevi riflessioni sono un invito alla discussione ed alle valutazioni che, approfondiremo e ci confronteremo in una convocazione assembleare</p>
<p dir="ltr" style="text-align: center;">PRECARI BROS DI NAPOLI E PROVINCIA</p>
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		<title>Un anno fa si Spegneva la vita di Consiglia Terracciano.</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Jul 2019 06:34:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>coordinamento</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un anno fa si Spegneva la vita di Consiglia Terracciano. Consiglia è stata una donna libera, coraggiosa la quale ha speso tutta la sua difficile vita per l&#8217;emancipazione dei disoccupati, dei senza casa e di tutti gli sfruttati. L&#8217;intero arco della sua esistenza è zeppo di esperienze di mobilitazione, di lotta e di organizzazione popolare. Dalle lotte nel rione ICE/SNEI di Acerra ai primi comitati dei disoccupati, dalle mobilitazioni contro la criminale costruzione dell&#8217;Incenerotore di Acerra alle tante manifestazioni contro la guerra, il razzismo e per la pace la figura e l&#8217;impegno militante di Consiglia è sempre stato in prima fila. Negli ultimi anni della sua vita – nonostante già da tempo sofferente per i numerosi acciacchi e patologie – Consiglia non ha fatto mancare il suo fattivo impegno alla lotta dei disoccupati di Napoli e provincia. Oggi i Precari BROS stanno raggiungendo il loro obiettivo – dopo tanto impegno e sacrificio – e in questa lunga Vertenza la funzione di Consiglia è stata importante per la determinazione e la forza che trasmetteva con le sue parole e i suoi comportamenti specie nei momenti difficili. Ad un anno della sua morte Consiglia manca a tutti noi ma siamo convinti di trovarla in tutte le mobilitazioni e nelle battaglie che, quotidianamente, ingaggiamo. CIAO CONSIGLIA! Coordinamento di lotta x il lavoro Precari Bros Organizzati di Napoli e Provincia &#160; &#160; &#160;]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Un anno fa si Spegneva la vita di Consiglia Terracciano.</p>
<p>Consiglia è stata una donna libera, coraggiosa la quale ha speso tutta la sua difficile vita per l&#8217;emancipazione dei disoccupati, dei senza casa e di tutti gli sfruttati.</p>
<p>L&#8217;intero arco della sua esistenza è zeppo di esperienze di mobilitazione, di lotta e di organizzazione popolare.</p>
<p>Dalle lotte nel rione ICE/SNEI di Acerra ai primi comitati dei disoccupati, dalle mobilitazioni contro la criminale costruzione dell&#8217;Incenerotore di Acerra alle tante manifestazioni contro la guerra, il razzismo e per la pace la figura e l&#8217;impegno militante di Consiglia è sempre stato in prima fila.</p>
<p>Negli ultimi anni della sua vita – nonostante già da tempo sofferente per i numerosi acciacchi e patologie – Consiglia non ha fatto mancare il suo fattivo impegno alla lotta dei disoccupati di Napoli e provincia.</p>
<p>Oggi i Precari BROS stanno raggiungendo il loro obiettivo – dopo tanto impegno e sacrificio – e in questa lunga Vertenza la funzione di Consiglia è stata importante per la determinazione e la forza che trasmetteva con le sue parole e i suoi comportamenti specie nei momenti difficili.</p>
<p>Ad un anno della sua morte Consiglia manca a tutti noi ma siamo convinti di trovarla in tutte le mobilitazioni e nelle battaglie che, quotidianamente, ingaggiamo.</p>
<p>CIAO CONSIGLIA!</p>
<p>Coordinamento di lotta x il lavoro</p>
<p>Precari Bros Organizzati di Napoli e Provincia</p>
<p>&nbsp;</p>
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